Recensioni

Qui trovi il sunto di alcune recensioni dei nostri libri apparse su quotidiani, riviste e blog


 

Recensione della Redazione del romanzo Omissioni di Emma Luciani sunta dal blog RecensioniLibri.org 11 Aprile 2019

[…] Omissioni di Emma Luciani è un romanzo drammatico, ma anche romantico, introspettivo e psicologico. Un testo che mira ad affrontare i problemi della relazione di coppia dall’interno. […]

In Omissioni l’autrice va incontro a un obiettivo ben preciso, ossia quello di descrivere una relazione di coppia dal punto di vista di lui e da quello di lei, affrontando altresì il tema delle prevedibilità o imprevedibilità della violenza all’interno delle coppie. […]

Omissioni è la lettura ideale per i nati negli anni Cinquanta e Sessanta, dato che questi lettori avranno modo di ritrovarsi molto nella storia raccontata, negli eventi di quei periodi, nonché nell’atmosfera sociale abilmente riprodotta dalla Luciani. Tuttavia, si rivolge anche ai più giovani e a tutti coloro che stanno vivendo delle relazioni difficili, per capire e scegliere.  

E, ancora, è il romanzo giusto per porre l’attenzione alla passione intesa come possibile strada di conoscenza e per riflettere sui tranelli che possono derivare dal dare per scontate le forme tradizionali di amore, la convivenza e la famiglia.


 

Recensione di Luisa Debenedetti del romanzo thriller CORPI DI CONFINE di Ezio Gavazzeni sunta dal blog Librierecensioni.com 07 Aprile 2019

Le parole imprigionano il lettore, la scrittura scorre, la trama si infittisce e si aggroviglia, lasciandolo continuamente a immaginare possibili collegamenti e soluzioni, perché il vero protagonista è l’intreccio, la storia. Bisogna riconoscere a Gavazzeni il merito di avere ideato un progetto ampio e ambizioso, tratteggiando con cura ogni dettaglio e incastonandolo all’interno di un disegno molto articolato.
Non si tratta di puro esercizio narrativo perché la forza di questo romanzo sta nella sua capacità di raccontarci di una società italiana fatta di malavitosi, immigrati clandestini e sfruttati, affaristi spregiudicati, bigotti corrotti, sostenitori della guerra non convenzionale contro i nemici dell’identitarismo nazionale e ragazze costrette a prostituirsi per riscattare il passaggio dalla miseria del paese di origine all’Italia. Personaggi tutti uniti dal male, che serpeggia a ogni livello, mosso da mani invisibili.
E’ un testo che va letto con molta attenzione, […] solo concentrandosi anche sui più piccoli particolari è possibile apprezzare appieno tutta la girandola di inganni e, soprattutto, la capacità dell’autore di pensarli, costruirli, concatenarli.
Apprezzabile la scelta stilistica dell’autore di non forzare la mano con troppi colpi di scena, che sono presenti ma in maggior parte sul finale della storia, come ogni buon thriller che si rispetti.
La caratterizzazione dei personaggi è buona, sia a livello fisico che comportamentale e psicologico, non solo per quanto riguarda i protagonisti principali, e alcuni di essi restano impressi con le loro vicende e personalità anche al termine della lettura.
E’ lo specchio efficace e veritiero della condizione politica e sociale del nostro tempo, con i problemi sempre più pressanti legati all’integrazione e al flusso degli extracomunitari. Il finale, avvincente ed in crescente tensione, non è assolutamente da meno al resto del romanzo.
Il titolo dell’opera potrebbe anche essere “Il grande bluff” perché in questa storia tutti bluffano come in una partita a poker. Una trama dalle mille sfaccettature come quelle di un diamante, intricata come la tela del ragno ed ingegnosa come il nido di una rondine.
Ad ogni capitolo si ha l’impressione di mettersi ad unire le tessere di un enorme puzzle, ma alla fine è come se un forte vento lo smonti per ricominciare col capitolo successivo e, tra segreti e bugie, la risoluzione arriva poco alla volta, tessera dopo tessera […].
Una lettura intrigante e allo stesso tempo impegnativa, adatta a lettori attenti, non frettolosi, che amano i gialli intricati e non si lasciano scoraggiare dalla complessità degli intrecci e da protagonisti che nel corso della storia trovano umanità e non vogliono arrendersi. Riusciranno ad arrivare alla verità? E a che prezzo?
A tutti coloro che vorranno scoprirlo, auguro buona lettura.


 

Recensione di Giulia Cassini del romanzo storico LA VISITA di Franco Cadenasso sunta dal quotidiano Il Secolo XIX del 01 Aprile 2019

La trama è intricata e lascia il gusto della suspense fino in fondo: al centro c’è l’incontro tra il pittore Silvestro Lega, allievo della scuola di Luigi Mussini, e un’affascinante donna ammantata di rosso, così come abilmente raffigurata nel dipinto intitolato proprio “La visita”. Da qui partono una serie di vicende risorgimentali con il protagonista Guglielmo Romani […]

Un mix al veleno dove si sommano anche pagine di violenza e di pura azione con i briganti o con i disordini legati alla liberazione prima e all’unificazione poi. […]


 

Recensione di Luisa Debenedetti del romanzo giallo BIG MUFF di Ezio Gavazzeni sunta dal blog Librierecensioni.com 29 Marzo 2019

“Big Muff” di Ezio Gavazzeni, è un affresco noir di storia politica e sociale. L’autore, che mostra di avere una conoscenza vasta dei meccanismi criminali e delle pagine più oscure del nostro Paese, in questo caso rappresentato da Milano, in cui la politica e gli affari si intrecciano e la corruzione rappresenta una piaga vecchia e mai sanata. Il titolo è curioso, intrigante e misterioso: l’assonanza fa pensare a uno strato di muffa che nasconde del marcio, ma il Muff è anche un pedale che permetteva ai chitarristi […], inoltre nello slang americano “big muff” significa grande parlatore, o meglio, gola profonda. […]

Con lo scorrere delle pagine il lettore si ritrova immerso in un giallo – perché questo è un giallo, un gran bel giallo, e non un thriller – molto lento, misurato, studiato nei minimi dettagli e descritto con minuzia e raziocinio; c’è qualche difficoltà ad entrare nell’ottica e sentirsi a proprio agio ma l’autore, con maestria, riesce a prenderlo per mano e non farlo perdere, perché con lo scorrere delle pagine il ritmo sale, man mano che gli indizi crescono, che il tempo scorre, che i personaggi evolvono, tutto cambia e si sente parte integrante di un piano prestabilito in modo perfetto.

Gavazzeni ricostruisce fedelmente un pezzo di società milanese, la racconta nella sua amoralità, nel suo disprezzo dei valori più sani della convivenza civile, nei picchi di disperazione a cui la corsa forsennata al denaro ha precipitato tanti. […]

Per ogni singolo personaggio l’autore fa emergere in modo predominante i sentimenti e le imperfezioni permettendo al lettori di immedesimarsi in ognuno di essi, arrivando a comprenderli. E’ proprio tutta questa imperfezione che ci permette di vivere la vicenda in modo più umano, più reale, meno cinematografico, difetto che secondo me spesso emerge ultimamente in chi vuole fare colpo con libri del genere e finisce per strafare. In questo caso invece tutto fila, dalla trama molto particolare e ben costruita, all’indagine, agli intrecci tra i personaggi e le loro vite. […]

Così il linguaggio del romanzo è una sorta di pastiche linguistico, nel quale le locuzioni del parlato colloquiale, si alternano al linguaggio tecnico ed elitario dell’economia e della finanza, a quello della letteratura, non rare sono metafore e similitudini, inoltre a pag. 51, nel nome del poliziotto Giovanni Drogo, c’è un riferimento al Deserto dei Tartari di Buzzati. Ritengo che questo non voglia essere solo un cammeo, il senso di attesa di qualcosa di grande permea tutto il romanzo […]

In conclusione, ho apprezzato questo libro: ho amato lo stile capace di assorbirmi completamente per le oltre trecento pagine, ho gradito i personaggi sia quelli positivi che quelli volutamente negativi, ho amato la scelta dell’Autore di non concentrarsi unicamente sul mistero ma di darci un quadro completo di vita. Insomma, un libro che consiglio senza riserve.


 

Recensione di Luisa Debenedetti del romanzo LA DOMANDA CHE HAI NEL PIATTO di Moran Beaumer sunta dal blog Librierecensioni.com 22 Marzo 2019

“La domanda che hai nel piatto”, di Moran Beaumer, è uno svelto romanzo che si tinge di noir, raccontato in prima persona da Dominic, un ragazzo parigino che frequenta il quinto anno di liceo scientifico.
L’approccio iniziale è di simpatia nei confronti di questo ragazzo che porta il lettore nel suo mondo. Il linguaggio pulito e talvolta conciso, immagino volutamente semplice quasi a far riecheggiare le voci che si odono in una scuola o in un gruppo di ragazzi qualunque, è ricco di espressioni tipiche dello slang giovanile ed è uno strumento narrativo che funziona molto bene ed arriva a toccare il cuore di chi è stato studente ma un po’ si sente ancora tale sui banchi di quella scuola che si chiama esistenza.
Dominic odia la matematica, o meglio, è il professore di matematica, soprannominato Pugnale, che gliela fa odiare. […]

Se per buona parte del libro l’autore ci porta a posare lo sguardo in quello dei personaggi che entrano in contatto col protagonista e tra le righe aleggi un’aria familiare e a tratti scanzonata, vi sono momenti in cui la penna sembra tentennare e perdersi in volute distratte e leggermente farraginose (non è da escludere che ciò serva a mettere a fuoco il bersaglio sia per l’autore sia per il lettore), nel complesso la lettura coinvolge ed emoziona.


 

Recensione di Daniela Anna Dutto del romanzo storico LE FIGLIE DI GIULIA di Massimo Battaglio sunta dal blog Thriller Storici e Dintorni 25 Febbraio 2019

Nella prima parte del romanzo si nota la forte presenza femminile, mentre nella seconda parte l’attenzione è maggiormente dedicata alla situazione politica che si è venuta a creare nella città e alle vicende di Pietrino. La protagonista Lucia Maria, Lina, incarna la popolana, la ragazza ingenua che viene gettata in un mondo crudele. […]

La Marchesa Giulia Colbert, coniugata Falletti di Barolo (Maulévrier, 27 giugno 1785- Torino 19 gennaio 1864) è un personaggio realmente esistito ed era conosciuta come la Venerabile Marchesa Giulia di Barolo.Donna dal carattere forte, indipendente, emancipata, dedita alla beneficenza ma anche imprenditrice. […]

Leggendo il racconto troviamo personaggi conosciuti e realmente esistiti ed altri fittizi, come succede spesso nei romanzi storici, ma tutti hanno descrizioni accurate. I personaggi già noti: Cavour, Pellico, Bosco, Vittorio Emanuele sono stati raccontati utilizzando nozioni conosciute e particolarità della loro vita. Quelli nati dalla fantasia dell’autore hanno  comunque personalità e caratteristiche ben definite. […]

Massimo Battaglio in Le figlie di Giulia ci offre un affascinante spaccato della società ottocentesca sabauda che sta entrando nella modernità, pur contrastata da spinte reazionarie, dove si ragiona sull’introduzione dello Statuto Albertino, con un occhio particolare alla questione femminile dell’epoca. […]

Quello che colpisce maggiormente sono i dialoghi lunghi e corposi che ci permettono di capire la vita reale in quell’epoca. I personaggi si raccontano e raccontano il vivere quotidiano, senza filtri, un discorso tra amici. […]

L’autore è presente nel libro, dialoga con i lettori, non come protagonista o personaggio ma come voce narrante. Non si limita a raccontare ciò che accade ma interviene dando spiegazioni a volte anche divertenti.


 

Recensione di Sara Quiriconi del romanzo PETRA RUBEA di Pio Bianchini sunta dal blog Thriller Storici e Dintorni del 15 Gennaio 2019

In queste pagine ho sorriso nei momenti felici di queste persone, ho pianto leggendo le crudeli vicende che in qualche modo ci riportano ai giorni nostri, con i numerosi fatti di cronaca di violenze e uccisioni di donne da parte di uomini senza cuore.

In queste pagine l’autore trasmette in modo egregio i sentimenti che provano i personaggi. L’amore che provano per le proprie famiglie; l’odio che si sente trapelare quando si parla di politica (la lotta tra guelfi e ghibellini) o vecchi rancori tra di loro; l’affetto che emanano alcuni personaggi quando, per esempio, teneramente una donna abbraccia un bambino.

Questo romanzo è pieno di personaggi che si intrecciano e storie che iniziano e finiscono. Ottima scelta quella dell’autore di inserire le cartine dei luoghi del romanzo e gli alberi genealogici. E’ stato un aiuto importante per non perdersi tra i numerosi personaggi.

Pio Bianchini delinea ogni personaggio descrivendolo fisicamente, creandolo così anche nella mente del lettore; gli dà vita e sentimenti che trasmette pagina dopo pagina. Mi è rimasta nel cuore Rosa, dolce e obbediente figlia di Bonzio; ragazza e poi donna che con la sua presenza silenziosa, ma importante, ci accompagna nelle pagine del romanzo.

Vi consiglio la lettura per potervi immergere nelle atmosfere e nella vita medievale con Bonzio e la sua gente.


 

Recensione del romanzo UNA CARTOLINA DALLA LUNA di Stefano Baldazzi sunta dal quotidiano online Riminitoday.it del 22 Giugno 2018

L’autore in questo suo nuovo lavoro abbandona le tinte fosche del noir che avevano caratterizzato la trama del precedente, senza però uscire completamente da quel filone.

Franco, il protagonista del romanzo, cercherà di scoprire il presunto segreto che si nasconde dentro a una vecchia cartolina ricevuta da un mendicante in cambio di qualche moneta. E’ indirizzata a una donna e il testo sembra indicare una minaccia, la firma è nascosta da una macchia, probabilmente di sangue. Lui non è un investigatore, almeno non nella vita reale, è invece un “non eroe” convinto che un buon lavoro e un amore che duri per sempre siano tutto ciò che occorre per essere felice. […] Una cartolina dalla Luna è la storia di due amori su cui rifletterà viaggiando per il mondo, ma anche dentro la sua anima intrappolata in uno spazio angusto, fino a faticare a distinguere la realtà dal delirio.


Recensione del romanzo L’ERBA DEI VANDALI di Mauro Poma 05 Giugno 2018 sunta dal blog Leggo Quando Voglio

L’erba dei Vandali di Mauro Poma è un romanzo ambientato nella Torino del 2051, al suo interno troviamo tutte le caratteristiche del romanzo distopico ma anche un’indagine misteriosa e di difficile risoluzione tipica del giallo. È proprio negli elementi tipici dei due generi che L’erba dei vandali risplende particolarmente: il messaggio lanciato grazie alla distopia e la struttura delle indagini sono le colonne portanti del libro. La distopia verte principalmente sul concetto di conformismo: […] Nello svolgimento vengono introdotti nuovi personaggi e approfonditi i legami tra alcuni dei protagonisti. Mentre la trama distopica tende a ripetersi e a consolidare alcuni concetti già introdotti, quella gialla si infittisce sempre di più, mostrando al lettore che la soluzione del caso è ben lungi dall’essere trovata. […] L’ambientazione è ben costruita: sono numerosi i riferimenti alla Torino del giorno d’oggi e a tutto ciò che, invece, è cambiato a causa di cambiamenti climatici, diminuzione della popolazione e altri accadimenti raccontati all’interno del romanzo. […]


 


Recensione del romanzo UNA CARTOLINA DALLA LUNA di Stefano Baldazzi sunta dal quotidiano online Chiamamicittà.it del 24 Maggio 2018

Un giallo dai risvolti inaspettati che si sviluppa tra le strade di Rimini. Una cartolina vecchia di quarant’anni, indirizzata a una donna, accende la curiosità di Franco. Poche parole che avvisano di una presumibile minaccia e la firma, nascosta sotto una macchia scura, sono gli elementi iniziali di un lungo e complesso percorso di ricerca. La fine del suo rapporto con Luciana, la donna che ama da dieci anni, lo indurrà a buttarsi su questa indagine […]. La cartolina diventerà l’unico filo che lo terrà attaccato alla speranza illusoria di ritrovarsi. La realtà si confonderà col delirio. Quando avrà la certezza di aver raggiunto la soluzione, sarà il momento in cui ci sarà più lontano.


 

Recensione del romanzo UNA CARTOLINA DALLA LUNA di Stefano Baldazzi 22 Maggio 2018 sunta dal blog Leggo Quando Voglio

Anche questa nuova opera appartiene al genere giallo ma non si attiene strettamente ai suoi canoni, lasciando molto spazio ad elementi che arricchiscono il libro con nuove sfumature.

La caratteristica che mi ha colpita maggiormente è stata la sua atmosfera. Si percepisce, principalmente grazie allo stile dell’autore, una forte melanconia che, personalmente, associo al periodo autunnale. Indifferentemente dal procedimento delle indagini, che possono dare sia gioie che dolori, percepiamo ad ogni riga il sottofondo amarognolo sprigionato dalla personalità del protagonista. Quest’ultimo è approfondito ma non ci viene svelato totalmente. L’autore ce lo racconta velo dopo velo, mostrandoci solo la parte di lui che abbiamo meritato di vedere e che, in quel preciso momento, possiamo riuscire a capire. Questa scelta è fondamentale per la storia e, perciò, anche se nasconde parte dell’introspezione psicologica, può essere grandemente gradita alla conclusione del romanzo. […] L’incipit del libro mostra buona parte degli elementi caratterizzanti della storia. Si percepisce, da subito, l’atmosfera autunnale del racconto e viene citata una delle località di riferimento per l’ambientazione: Rimini. […]

Il finale sorprende: difficilmente il lettore si potrà aspettare anticipatamente questa conclusione, ma dovrà ammettere persino con sé stesso che non ve ne sarebbe potuta essere una migliore e maggiormente coerente con quanto letto in precedenza. Terminare una storia è sempre difficile e Baldazzi lo riesce a fare con un colpo da maestro.


Recensione del romanzo QUELLO CHE MI CHIEDI IN CAMBIO di Moran Beaumer 05 Maggio 2018 sunta dal blog Leggo Quando Voglio

Si tratta del secondo libro che leggo dell’autore Moran Beaumer, […] un autore che ho letto molto volentieri e che trovo convincente, soprattutto nello stile. […] Possiamo considerare Quello che mi chiedi in cambio un libro noir, anche se le sue atmosfere sono decisamente meno cupe e gravi rispetto a quelle che potremmo associare a questo genere […] Anche se lo scrittore utilizza un lessico adatto a ciò che sta scrivendo, dandogli un’ottima connotazione da duri necessaria in questo genere, aggiunge a questo aspetto due elementi che arricchiscono la narrazione, cambiando l’effetto finale sul lettore. […] Il primo elemento aggiuntivo è l’ironia. […] Il secondo aspetto è l’introspezione e, conseguentemente, la riflessione. Il protagonista, infatti, risponde ai classici canoni del protagonista duro e deciso ma, al contempo, presenta al suo interno aspetti ben più sensibili e malleabili che lo rendono più umano. […] Nello svolgimento il lettore cercherà di scoprire la verità sull’intera vicenda. Se, infatti, gran parte delle carte sono scoperte dall’autore sin da subito, alcuni particolari fondamentali per la risoluzione del caso vengono nascosti per garantire il colpo di scena finale che, puntualmente, arriva e sorprende.


 

Recensione della giornalista Anna De Petri del romanzo NON SI PERDONA di Giuseppe della Misericordia sul quotidiano Prealpina 21 Marzo 2018

Non poteva che essere spiazzante, elegante e brillante il primo giallo di Giuseppe Della Misericordia: autore, drammaturgo e poeta varesino, capace di nuotare con stile fra le sfumature di un’umanità varia e reale […].


 

Recensione di Sara Bonoldi del romanzo IL DESTINO DEL SALMONE di Stefano Baldazzi sunto dalla rivista culturale Excursus 25 Febbraio 2018

[…] Nel corso della storia però, l’autore non si limita a delineare il costruirsi della relazione tra i due. L’intervento di Don Carnera, l’arroganza del maresciallo, la curiosità di un detective privato, il coinvolgimento di Luca, contribuiranno a rendere imprevedibile la trama ogni volta che si gira la pagina per proseguire con la seguente. Entreranno in gioco gite scolastiche, feste di compleanno, ladri e un omicidio, ingredienti sapientemente mescolati attorno ai quali il protagonista Marco farà proprio come il salmone, risalendo il fiume, seguendo il suo destino.


 

Recensione del romanzo storico LE FIGLIE DI GIULIA di Massimo Battaglio sunte dal blog Leggo Quando Voglio

[…] Leggendo il romanzo troverete personaggi conosciuti e realmente esistiti oltre a quelli fittizi, come succede spesso nei romanzi storici. Ho apprezzato molto sia la caratterizzazione degli uni che degli altri. I personaggi già noti sono stati raccontati utilizzando nozioni conosciute riguardo alle loro vite ma poi anche personalizzati. Quelli fittizi hanno tutti una personalità particolare, alcuni probabilmente li ricorderò a lungo, come ad esempio La Vigiu, mio personaggio preferito del libro.

Sin dal primo capitolo sono entrata nella storia e avevo voglia di vedere come si sviluppasse la trama; ho letto pochi libri ambientati in questo periodo storico (Torino 1848) e mi sono ben presto affezionata a Lina e alla sua storia. […]


 

Recensione di Valentina Tonolo del romanzo MUSICAL 80 di Nicola Gervasini sulla Rivista LeggereTutti del 28 Dicembre 2017

[…] Via via che la trama a più piani si sviluppa e le dichiarazioni alquanto omertose e poco chiare svaniscono, i ritratti si fanno più precisi e ben disegnati. I colpi di scena portano la lucidità affaticata del commissario a rimbalzare tra passato e presente e viceversa, tra vita privata e lavorativa, a rendere la narrazione mai un giallo serioso, ma un gioco personalizzato ed ironico.


 

Recensione sul blog Le Tate Libraieh 21 Dicembre 2017 del romanzo PETRA RUBEA di Pio Bianchini

 […]un libro ben scritto che si presenta in maniera del tutto accogliente e permette la lettura ad un pubblico molto vasto.[…]


 

Recensione sul blog Leggo Quando Voglio del romanzo NON SI PERDONA di Giuseppe della Misericordia 27 Ottobre 2017

[…] La trama del romanzo è adeguatamente complicata, alcuni elementi sono più semplici da comprendere e, soprattutto, da indovinare, mentre altri rimangono misteriosi fino alla fine. […] penso che Non si perdona sia un ottimo romanzo, scritto da un autore con uno stile ritmato e con buone idee da realizzare, specie per quanto riguarda la personalità dei suoi protagonisti. Lo consiglio sia ai lettori esperti del genere, perché può piacere la sua capacità di rispettare i canoni classici ma con un tocco personale, e anche a quelli che sono più restii, perché nonostante la trama noir lo sviluppo è, in realtà, adatto ad ogni tipo di lettore, data la mancanza di scene veramente forti che potrebbero non piacere ai più suggestionabili.


 

Recensione del romanzo L’OMICIDIO BAUER di Daniele Torquati sunta dal blog Leggo Quando Voglio 02 Novembre 2017

[…] la trama è appetibile sin dalle prime righe e, anche quando si avrà un quadro più completo del caso da risolvere, rimarrà intrigante e foriera di molti dubbi. 
È con lo svolgimento, però, che l’autore ci fa capire la complessità della sua storia; ci sono molti personaggi coinvolti, diversi luoghi di indagine e differenti piste da seguire. Quando si pensa di avere ormai compreso perfettamente la situazione nuovi colpi di scena irrompono a complicare ulteriormente la storia.


 

Recensione del giornalista Gianni Beraldo del romanzo MUSICAL 80 di Nicola Gervasini su Varese 7 Press 12 Ottobre 2017

Un bel libro […] che si lascia leggere con leggerezza e con quella giusta ironia che in qualche caso riesce pure a fare riflettere su quegli anni erroneamente definiti come svuotati culturalmente […]


 

Recensione della Redazione del romanzo MUSICAL 80 di Nicola Gervasini su VareseNews.it 03 Ottobre 2017

[…] Anni 80: gli anni delle musiche di plastica, delle attrici maggiorate nei film soft-erotici, degli splatter, dei politici pronti ad arraffare tutto prima del terremoto di Mani Pulite e della crisi economica degli anni novanta. Anni visti con sospetto da tutti, ma non dal commissario Paolo Manfredi, costretto a rovistare nella vera essenza di quel decennio per risolvere il suo primo caso di omicidio. Al Teatro Sanzio si sta allestendo “Musical 80”, opera su musica e costumi dei tempi, quando una delle attrici viene trovata morta nel suo appartamento di Fossombrone.

Manfredi intraprende così un viaggio nella vita di una ex attricetta nota con il nome di Zara Blacks. Un percorso che da Urbino arriva fino ai salotti dei politici romani e alle mura della Rocca di San Leo. Svogliato, superficiale, non sempre politically correct, e con un evidente conflitto da risolvere con il mondo femminile, Manfredi, originario di Varese, è un uomo che vive con il rimpianto di una carriera di scrittore mai veramente tentata, un matrimonio appena fallito, un quotidiano impegno a non cadere negli stereotipi. Gli stessi che da tempo condizionano la visione di un decennio che forse non fu così frivolo e scanzonato.


 

Recensione sul blog Leggo Quando Voglio del romanzo MUSICAL 80 di Nicola Gervasini

[…] Lo stile dell’autore mi è piaciuto moltissimo. La narrazione è sempre simpatica e scorrevole grazie alla scelta di far raccontare tutto direttamente dalla voce del protagonista, dandoci l’impressione di parlare direttamente con l’autore del romanzo, quasi fosse autobiografico, rendendo la lettura molto intrigante. Il punto di vista è intelligente e brillante anche se non molto politically correct (ed è giusto che sia così), e l’ho apprezzato tantissimo, nonostante la sua forte connotazione maschile […] Il ritmo di narrazione non è né lento né veloce perché l’autore si prende le giuste pause tra una scena d’azione e l’altra. In compenso il mio ritmo di lettura è stato, invece, velocissimo perché ho veramente apprezzato ogni singola riga, e mi sono dovuta forzare per non finirlo in un giorno solo. […]


 

Recensione del giornalista Matteo Barbieri del romanzo MUSICAL 80 di Nicola Gervasini su La Voce di Reggio Emilia 16 Luglio 2017

[…] Costruito secondo i dettami del giallo classico, Musical 80 vuole essere molto di più. Vuole essere una dichiarazione di affetto e di stima per quel decennio che tutti, ma proprio tutti, condannano come frivolo e immorale, scicco e arrogante. […] Una lotta contro le apparenze Musical 80, contro i pregiudizi e i luoghi comuni, gli stessi che il commissario Manfredi combatte ogni giorno, gli stessi in cui inciampa, suo malgrado, ognuno di noi.


 

Recensione del giornalista Diego Pisati del romanzo MUSICAL 80 di Nicola Gervasini sunta dal quotidiano Prealpina del 10 Maggio 2017

[…] “Musical 80” è un libro al quale la definizione di noir sta un po’ stretta perché si muove anche fra i generi confinanti, il giallo e il poliziesco. E soprattutto, butta lì un interrogativo: e se quel decennio non fu poi così frivolo e canzonato come è quasi sempre descritto?


 

Recensione di Roberto Bonfanti del romanzo IL DESTINO DEL SALMONE di Stefano Baldazzi sunto dal blog Chiacchiere e distintivo 27 Giugno 2017

[…] Un bel noir, giocato fra i pensieri del protagonista e gli eventi che gli accadono intorno, spesso a sua insaputa; i fili di una trama che si tesse poco a poco, come una rete dove il salmone incontra il suo destino.


 

Recensione del romanzo IL DESTINO DEL SALMONE di Stefano Baldazzi sunto dal blog Leggo Quando Voglio

Il destino del salmone è il primo libro pubblicato dell’autore Stefano Baldazzi. Io cerco sempre di non soffermarmi sulla prima impressione che mi dà il libro ma, inevitabilmente, ci sono libri che mi ispirano sin dalla prima riga ed altri che, dalla prima riga, non ho voglia di leggere.

Questo libro inizia con una lettera (strumento che amo molto se ben inserito nel romanzo come in questo caso), e grazie a lei capiamo diverse cose sul libro; argomento principale, personalità del protagonista e prima impressione riguardo allo stile dell’autore. Questo incipit mi è piaciuto molto, è forte, ti fa entrare subito nella storia, attira la curiosità del lettore che vuole proprio vedere come va avanti. 

Il romanzo, però, sorprende. L’idea iniziale che ci si fa al riguardo è giusta, ma nasconde nuovi elementi che si acquisiscono avanzando con la lettura. Prima su tutte l’atmosfera noir che non si percepisce immediatamente ma cresce di pagina in pagina giungendo ad inserire tutti gli elementi canonici del genere solamente in uno stadio avanzato della lettura. Un noir atipico, insomma, che anche per questo mi è piaciuto molto, essendo fresco e non dandoti la sensazione del “già visto, già letto”.

Lo stile dell’autore mi è piaciuto molto; è scorrevole ed adatto al genere. Ci fa entrare nel mondo descritto da subito; non siamo spaesati, tutto ci è chiaro.

La struttura della narrazione è quella che, generalmente, preferisco. Sebbene si comprenda chi è il vero e proprio protagonista della storia, sono presenti capitoli che seguono il punto di vista di diversi personaggi. Mi piace anche che gli eventi passati siano ben raccontati e circoscritti, dando la possibilità al lettore di comprendere bene ciò che è accaduto prima e ciò che, invece, sta succedendo adesso.

I personaggi sono ben costruiti; ognuno ha la sua personalità ben comprensibile. […]


 

Recensione di Eva … del romanzo storico LE FIGLIE DI GIULIA di Massimo Battaglio sunta dal blog Il Colore dei Libri 24 Aprile 2017

[…] L’autore ci porta nella Torino del 1848 uno dei momenti più importanti del processo risorgimentale.
Troviamo personaggi storici realmente esistiti che giocano ruoli fondamentali per rendere il romanzo veritiero e di spessore. […]

In tutto il romanzo si percepisce un crescendo di tensione e nervosismo sentendo l’aria di cambiamento in atto. Il libro è scorrevole e ben strutturato, è molto coinvolgente e riesce a mantenere viva l’attenzione del lettore. L’incastro dei fatti storici, dei personaggi realmente esistenti, e non, è stato esguito con una maestria unica da parte dell’autore con un’attenzione particolare agli edifici storici della città ed alle dinamiche socio-politiche. Un libro storico per nulla pesante o noioso, lo consiglio vivamente a chi ama il genere ed anche a coloro che vogliono approfondire la conoscenza della nostra storia.


 

Recensione del giornalista Gianlorenzo Barollo del romanzo L’OPPORTUNISTA di Giovanni Barlocco su L’Eco di Bergamo.it del 05/09/2015

[…] Dal punto di vista narrativo l’indagine parte con l’omicidio di un direttore di banca e della moglie che si collega ad altri attentati siglati da un gruppo eversivo, che pare rubare il nome ad un profumo da stilista di grido: Anarchè. In realtà più che la pista del mistero, ad intrigare sono le vicissitudini della strana coppia dei poliziotti indagatori: l’ispettore Renzo Parodi, il nero brillante e sensibile (mi veniva in mente Sidney Poiters nell’ispettore Tibbs), e l’agente Salvatore Marotta, terrone progressista e curiosamente senza famiglia a carico. Come si vede un abbinamento atipico, ma specchio di un Italia che cambia, dove le eccezioni iniziano a moltiplicarsi come le istantanee di un Paese in fase di transizione. […] Quella di Barlocco è una scrittura solida, piacevole e ben equilibrata, abituata ad illustrare le scene e a misurare le parole. Nei dialoghi forse appare un po’ troppo «scritta», forse più adatta ad una rappresentazione teatrale, ma è lo stesso autore a rendersene conto e ripara costruendo dei modi espressivi che servono ad approfondire il carattere del personaggio. […]


 

Recensione del romanzo PETRA RUBEA di Pio Bianchini sul blog Leggo Quando Voglio

[…] Il primo aspetto di questo libro che voglio rimarcare è il suo ritmo; può capitare che alcuni romanzi storici siano lenti perché al loro interno vengono inserite molte nozioni importanti che tendono, però, a rallentare la lettura ed il coinvolgimento del lettore, in Petra Rubea, invece, l’aspetto storico non inficia affatto sulla scorrevolezza della trama ed il lettore legge con gusto, imparando però molte cose sul periodo in questione e potendo così apprezzare sia l’aspetto ludico che quello più impegnato. 

Mi è piaciuto molto lo stile dell’autore in generale; trovo fondamentale che gli scrittori di questo genere di libri siano pronti e preparati sull’argomento (aspetto che si dà spesso per scontato ma non lo è affatto) ma che riescano allo stesso tempo a raccontarti tutto quello che sanno in maniera leggera, semplice. Deve esserci, cioè, una forte distinzione tra saggio e narrativa, nel secondo caso il lettore non deve avere l’impressione di essere uno studente davanti alla lezione. Pio Bianchini non mi ha affatto delusa, anzi, è riuscito a padroneggiare le informazioni in maniera tale da fare capire al lettore tutto il necessario per comprendere l’epoca e la sua struttura senza però farlo pesare in alcun modo dando l’impressione di elencare solamente un insieme di fatti. C’è qualche termine e concetto che viene spesso ripetuto, forse troppo, ma niente che tolga il piacere della lettura.

Come sempre, c’è un particolare del libro che mi è piaciuto più di tutti; posso dire il fiore all’occhiello del romanzo, ciò che, poi, dà la spinta all’idea “voglio leggere altro di questo autore” e, in questo caso, si tratta della resa dei personaggi. Scoprirete, leggendo Petra Rubea, che i personaggi raccontati sono davvero numerosi, ma le descrizioni fatte su ognuno di loro sono superbe, mi sono piaciute davvero tanto che, devo dirvi la verità, mi sarebbero bastate anche come racconti singoli per poterne apprezzare la lettura. Trovo che Pio Bianchini sia particolarmente dotato nel fornire una personalità distinta ad ogni personaggio e che riesca a renderli reali, persone che davvero soffrono, piangono, oziano, malignano ecc.. […]


 

Recensione di L. Z. del romanzo PETRA RUBEA di Pio Bianchini sul periodico La Piazza della provincia (Rimini) pag. 27 del numero di Agosto 2015 (Misano)

[…] E’ un romanzo storico ambientato fra il Duecento ed il Trecento con pennellate di umanità alle quali potrebbe attingere anche quella gran persona di papa Bergoglio. […] Le pagine scorrono leggere e veloci ed avvolgenti come lo possono essere le linee del Tempio Malatestiano e del Palazzo Ducale. […]


 

Recensione di Alessandra Testa del romanzo I PESCI ROSSI QUANDO RIDONO di Pietro Allevi sunta dalla rivista di attualità e cultura Excursus del 01 Novembre 2014

[…] Il romanzo, anche se a tratti spinto e in certi punti forzatamente tragico, consegna al lettore un’esperienza intima, costruita su pensieri fugaci e indesiderati, negando totalmente la privacy dell’animo che viene osservato e spogliato di ogni artificiosità. Diego è senz’armi e consapevolezze, nella faticosa ricerca dell’amore occasionale che considera come assoluto e meraviglioso. Quella del protagonista è una ricerca dell’illusione, che seppur momentanea, apre i suoi occhi alla speranza della felicità. […] Allevi indirizza il lettore in tale voragine di disperazione, assemblando una confessione disordinata e dispersiva. Le figure di questo libro nella loro semplicità arrivano dritte al punto, descrivendo minuziosamente i tormenti malcelati di questa penosa discesa nel buio. Seguire l’andamento di questi pensieri sconnessi non è facile e mai scorrevole, ma l’autore utilizza tutti i suoi mezzi per alleggerire la storia, arricchendola con eloquenti immagini dal passato. Tornando in continuazione all’infanzia, getta luce sugli eventi e i comportamenti che caratterizzano il ragazzo. […]


 

Recensione della giornalista Luisa De Montis del romanzo INCONTRI CUBANI di Angelo Bruzzone sunta dal quotidiano Il Giornale del 06 Dicembre 2013

“Incontri cubani” un libro per scoprire cuba oltre gli stereotipi.
Angelo Bruzzone è riuscito a scalfire la crosta dello stereotipo e arrivare alla sostanza. La Santeria, sincretica religione fortemente radicata nel paese, il confronto razziale, l’ideologia comunista, ad esempio, sono solo spontaneamente descritti dagli “incontri”. […] Chi è stato a Cuba, chi desidera andarci, o chi solo ha un motivo d’interesse per quel paese proverà, leggendo questo testo, forti sensazioni di curiosità e di confronto. […] In questo libro lo scrittore vuole dirci che i luoghi possono cambiarci, portando alla luce il meglio di noi stessi, ma che al tempo stesso l’amore e la forza che ci hanno spinto fino a lì ci porta anche a donare qualcosa di noi. […] La forte attrazione che Franco subisce lo spinge quasi inconsciamente sempre a ritornare. Cuba diventa per lui il posto dove è possibile trovare la verità!


 

Recensione dell’antologia giallo/noir LA LUNA STORTA di Ivan Lasorsa sunto dal blog Il meraviglioso mondo di Luca 3 Dicembre 2013

Tutti i racconti e le poesie sono quindi accomunati dalla presenza della luna, che appare solitamente nel climax della storia. Una luna che non sempre compare nel cielo stellato a segnare un momento di puro romanticismo, ma che, più spesso, è testimone di delitti e fatti sinistri. I 13 racconti, tutti di genere noir, presentano temi differenti e spesso di grande attualità: il femminicidio, l’omofobia e il razzismo per citarne solo alcuni. Al di là dei temi impegnativi, tutte le storie sono davvero avvincenti e riescono a tenere sempre con il fiato sospeso, al punto che non si vorrebbe smettere di leggere fino a che non si sia arrivati al finale della storia.


 

Recensione del romanzo IL SENTIERO VERSO L’OBLIO di Paolo Medici sunta dal quotidiano Gazzetta di Reggio del 19 Agosto 2013

[…] Una piacevole altalena tra fatti storici a rilievo nazionale e mondiale e la storia dei personaggi, alcuni liberamente ispirati a persone reali e altri completamente inventati. Questo procedimento letterario permette di ritrovare, nel particolare, concetti universali quali l’amore per la famiglia, la voglia di costruirsi un futuro dignitoso, l’attenzione al progresso e pure concetti legati alla quotidianità montanara più ordinaria. […]


 

Recensione del giornalista F.A. del romanzo BIG MUFF di Ezio Gavazzeni sunto dal quotidiano Gazzetta di Mantova 24 giugno 2013

Un giornalista precario e randagio, al riparo dopo un’inchiesta scottante, scopre il cadavere di una ragazza… Un noir avvincente ambientato in una Milano calda e afosa, scritto anche con un preciso riferimento alla realtà di questi mesi: l’intreccio tra politica e affari, la corruzione purtroppo mai estirpata.


 

Recensione del giornalista Gianluca Veneziani del romanzo BIG MUFF di Ezio Gavazzeni sunto dal quotidiano Libero 25 maggio 2013.

Il titolo, Big Muff, sembra alludere alla “grande muffa”, a un sistema marcio e corrotto. In realtà richiama da un alto, il pedale di distorsione musicale prodotto dalla Electro Harmonix e, dall’altro, un’espressione tipica dello slang americano, in cui “big muff” significa “il grande parlatore”. Grande parlatore o meglio gola profonda è Emanuele Prendiani, protagonista del romanzo noir di Ezio Gavazzeni… Bravo soprattutto a non farsi incastrare. Almeno fino all’incontro con Stefano Metz, giornalista freelance e multitasking – in una sola parola: precario – che si imbatte in questa vicenda e nell’omicidio di una ragazza… Sullo sfondo, ma forse sarebbe più esatto dire in primo piano, si staglia Milano, insolitamente calda e sorniona… Nel suo clima opprimente, che induce al misfatto più che all’inerzia, si muovono una serie di personaggi inquietanti… Non manca neppure nel libro un omaggio a Dino Buzzati, una comparsa… si chiama Giovanni Drogo, come il protagonista de “Il deserto dei tartari” e un “Deserto dei tartari” in chiave moderna è il romanzo stesso di Gavazzeni, segnato dall’attesa perenne che si risolva il caso… …come tutti i noir, la ricerca del colpevole coincide alla fine con la ricerca di un senso o di una verità. Fosse vera la storia, si chiamerebbe verità giudiziaria. Ma si tratta di fiction e allora la chiamiamo verità narrativa.


 

Recensione del giornalista Mario T. Barbero dell’antologia di racconti giallo/noir LA LUNA STORTA di Ivan Lasorsa sunto dalla rivista culturale MTB Magazine 2013

[…] Un’Antologia che è un perfetto connubio tra realtà e fantasia, tra il bello e il brutto che ci offre la vita, tra il bene e il male che ogni giorno, forse inconsciamente, ci tiene per mano e ci accompagna nel nostro passeggio quotidiano.


 

Recensione del giornalista Pietro Cutensis Virgilio del romanzo  BIG MUFF di Ezio Gavazzeni sunto dal mensile LeggereTutti dicembre 2012

Un titolo un po’ misterioso (Big Muff nello slang americano è il Gran Parlatore, questa figura da faccendiere e giostraio del malaffare che domina il romanzo) e una bella copertina per un noir classico, scorrevole e provocante. Ezio Gavazzeni conduce il lettore in cento situazioni intricate apparentemente slegate fra di loro… Tutto inizia da un delitto, ma c’è anche una ragazza cinese, personaggio ambiguo… e c’è un giornalista diventato quasi inconsapevolmente il filo conduttore alla ricerca del movente del delitto… Non è un libro di denuncia ma piuttosto il racconto di una storia forte, sentita nel profondo e fortemente esplorata… lungo le strade vissute della Milano estiva.


 

Recensione del giornalista Tommaso Accomanno del romanzo BIG MUFF di Ezio Gavazzeni sunto dal quotidiano Il Giornale di Treviglio 15 marzo 2013.

Arriva il noir della Bassa. Un interessante romanzo noir per la libreria “Profumo di libri” di Via Roma che mercoledì 06 marzo è stata scelta per una delle presentazioni del libro Big Muff… Il racconto ha come luogo principale Milano… ma con delle digressioni nella bergamasca vicino a realtà confinati con Treviglio come Caravaggio o Brignano Gera D’Adda… 


 

Recensione del romanzo IL MIO ANGELO. QUANDO GLI ANGELI METTONO LA CODA MA NON PERDONO LE ALI di Eliana Matania Ruggiero sunta da CasertaNews 10 Marzo 2008

È sempre un’esperienza coinvolgente cominciare a leggere un racconto autobiografico: la mente del lettore si trova proiettata in modo diretto all’interno del mondo interiore della persona che racconta, direttamente in contatto con i suoi pensieri. […] lo stile della narrazione è spontaneo, agile e scorrevole; si rivela ricco di capacità comunicativa e ha la facoltà di trasmettere con immediatezza i pensieri e le emozioni di un microcosmo intelletivo ed emotivo.