L’ANTRO DELL’ORCO

6,95

Romanzo d’amore che si svolge fra Torino e il Monviso dove il protagonista sta progettando la scalata alla vetta del monte Heiger in Svizzera, il cui nome tradotto in italiano è l’Orco.

 

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EAN: 9788897382133 COD: 444 Categoria: Tag:

Descrizione

Romanzo d’amore

Vincitore del 3° Premio nella sezione libro edito XV Premio Letterario Nazionale La tua montagna, le tue emozioni Ostana 2014

Ottimo romanzo che snoda le vite di alcuni personaggi, analizzandone nel profondo la psicologia, attraverso una Torino al tempo passionale e realistica, e per i monti della Val Susa, luoghi di fuga e di evasione. Il modo di scrivere dell’autore permette al lettore di vivere col protagonista i suoi stati d’animo e la sua ambizione di raggiungere l’Orco, la terribile Parete Nord dell’Eiger, che rappresenta quasi una metafora della vita.

La Parete Nord dell’Eiger è alta milleottocento metri. È fredda, tetra, solo qualche nevaio interrompe il nero e il grigio. Le creste, che la delimitano, sono un po’ ingobbite e impongono una certa concavità alla parete, che a me appare come un’enorme caverna. Mi attira come una sfida e mi terrorizza come un luogo del male.

 

Informazioni aggiuntive

Prezzo di copertina

€ 13,90

Pagine

168

Lingua

Italiano

Genere letterario

romanzo d'amore

Ambientazione

Torino, Monviso

Prefazione

L’antro dell’Orco è un romanzo che, sin dal primo approccio, si rivela alquanto accattivante: si tratta del capitolo più recente di una trilogia sull’Eterno Femminino inaugurata dall’autore due anni fa con La mangiatrice di uomini, proseguita l’anno scorso con la mantide religiosa di Ladri di anime ed approdata ora alla protagonista della storia, Lalla. Alcune reminiscenze cinematografiche affiorano da questa figura femminile, che con la sua tenera quanto vorace sensualità ricorda molto il capolavoro di Marco Ferreri, L’ape regina. Con uno stile eclettico e, visivamente parlando, molto vicino alla novelle vague francese e ai teoremi sull’incomunicabilità enunciati da Michelangelo Antonioni, Carlo Crovella incastona nelle pieghe di un ricamo narrativo sobrio e minimalista un sapiente intreccio di passioni e di emozioni. Senza mai però discostarsi da un solido ancoraggio alla realtà quotidiana: una Torino catturata in rapidi scorci a metà strada fra la cartolina turistica e la pittura naif, tutti da assaporare, funge da cornice ai dialoghi “metropolitani”. E, con una scansione solo in apparenza casuale, ma in realtà frutto di una studiata alchimia, si alterna all’incombere muto e perenne delle montagne dell’alta Val Susa. Gli snodi decisivi della trama, infatti, come pure le confessioni più intime e sofferte dei personaggi, emergono dal rifugio ascetico in mezzo alla natura incontaminata che Estro, il protagonista maschile, ha scelto come incubatrice ideale per la sua ispirazione letteraria. Il titolo del romanzo riveste un forte valore simbolico: l’Orco, infatti, è la famigerata Parete Nord dell’Eiger, una specie di mortifera caverna che ha risucchiato le vite di numerosi alpinisti come un’enorme pianta carnivora di roccia. Nella memoria iconografica degli appassionati di alpinismo, il mito della vetta-Moloch divoratrice di scalatori rivive nei primi anni ’70 in una delle migliori regie di Clint Eastwood, Assassinio sull’Eiger, da abbinare idealmente al successivo Grido di pietra di Werner Herzog, ambientato sul Cerro Torre, altra montagna-cannibale. La Donna, personificata qui da Lalla, è l’intrusa che tenta di infrangere il connubio fra Estro e la natura, che lo abbraccia come un’amante silenziosa. In altre parole, Lalla si sforza di addomesticare il lupo solitario racchiuso in Estro, fondamentalmente misogino ma anche affamato d’amore. I passaggi più suggestivi del romanzo, infatti, sono soffusi di un respiro inconfondibilmente panteista, che si nutre di sole, di vento, di neve, di ghiaccio. La prosa scarna ed essenziale di Crovella, che nei discorsi in città scivola volutamente nel bozzetto di costume, sulle altitudini vibra invece di accensioni quasi liriche, e coinvolge emotivamente il lettore evocando i turbamenti scaturiti da dilemmi esistenziali ai quali è difficile, quasi impossibile, fornire una risposta. Il mosaico di pensieri e di parole tratteggiato da Crovella è complicato, talvolta inestricabile: ma ogni tassello emerge con vivace immediatezza, e il lettore, una volta varcata la soglia del suo microcosmo, ne resta come avviluppato in una ragnatela. All’erotismo, condensato in alcuni momenti incandescenti senza mai cadere nel pruriginoso, si abbina il tormento interiore di un malessere inguaribile. Le pulsioni fideistiche sprigionate dal vivace personaggio di Don Pino si stemperano nello scetticismo agnostico di una generazione disillusa; l’attrazione emanata dal fascino selvaggio della montagna entra in rotta di collisione, attraverso il filtro di un sarcasmo acido e denso di umori corrosivi, con le stratificate abitudini urbane di un ceto medio in crisi d’identità che si rifugia nell’effimero e si culla nel feticismo delle mode imperanti. La chiave di lettura de L’antro dell’Orco appare quindi come un prisma dalle molteplici sfaccettature: Crovella lascia libero chi legge di scovarne una propria, e questa sua fluida elasticità nel raccontare è un pregio che indubbiamente vale oro colato per chi ama la narrativa che, insofferente verso certi schemi precostituiti come i sedicenti “generi letterari”, si dispiega liberamente verso orizzonti di libertà espressiva ossigenata come l’aria pura delle vette.

Guglielmo Colombero

Autore

Carlo Crovella

Carlo Crovella, classe 1961, torinese, sposato, due figli adolescenti, socio GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna) è un economista di formazione, ma da sempre si sente scrittore. Ha iniziato a pubblicare testi di montagna, dapprima di contenuto tecnico e poi anche in forma di fiction, ma è ora impegnato nel progressivo tragitto verso una narrativa di più ampio respiro. I suoi racconti di montagna, compresi quelli più recenti (2009-2011), sono stati pubblicati nel volume La mangiatrice di uomini (Vivalda 2011). Dopo Ladri di anime (Seneca 2012), L’antro dell’Orco (WLM 2013) è il suo secondo romanzo.

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