NUGAE

5,00

Poesia

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EAN: 9788897382072 COD: 483 Categoria: Tag:

Descrizione

Poesia. Nugae in latino vuol dire piccole cose. Ma non necessariamente le piccole cose sono poco importanti. Le poesie di questa raccolta contengono immagini della vita comune: una portinaia che lava l’androne, due ragazzi alla fermata dell’autobus, dei piccoli nontiscordaredime su un sentiero di montagna. Oppure considerazioni e pensieri in libertà. In ogni caso una poesia semplice e chiara nella sua forma espressiva che, anche quando affronta temi complessi, lo fa in modo ironico e lieve.

Informazioni aggiuntive

Prezzo di copertina

€ 10,00

In copertina

particolare di Limoni di Andrea Varca, acquarello, collezione privata.

Pagine

104

Lingua

Italiano

Genere letterario

poesia

Anteprima

Salsa cubana 1

Mi sorridi
e mi porti nel ballo
fiore scuro
forte e gentile
Questa musica
è un mare invisibile
riscaldato dai raggi
di un sole notturno
Appesa ai tuoi occhi
vado
dove vogliono le onde

1 poesia inserita nella antologia del premio Letterario “Il club dei poeti” 2003, collana Le schegge d’oro.

 

In morte di mia madre 2

Abbiamo piantato le palmette nella sabbia
anche se dicono che non cresceranno
Abbiamo messo in mare il nido
con i petali i semi e il sale
La corrente tira al largo oggi
e anche il vento
da terra
Ho visto la tua anima
partire
nella barca che ballava sulle onde
E poi cadere dentro l’orizzonte
come fa il sole
quando va a dormire

2 poesia vincitrice del 1° premio letterario nazionale “Galbiate”, edizione 2002.

 

Barca a vela

Solitario andare
obliqui sul mare
tra la riva lontana
e la curva del cielo
Il vento
spazza via i pensieri
come foglie secche
d’autunno

Prefazione

VIAGGIARE NEL BUIO

(prefazione)

Scrivere è un viaggio misterioso e complesso: chiunque lo faccia, o perlomeno abbia davvero tentato di farlo, lo sa. Il territorio è vastissimo e inesplorato, e nessuno di noi possiede una mappa che lo accompagni e lo guidi, che gli segnali i pericoli e i sentieri infruttuosi, i luoghi che sarebbe meglio evitare, i punti in cui dovrebbe fermarsi per ammirare il panorama prima di procedere oltre, il percorso migliore. Si tratta d’impararlo da soli, ogni volta daccapo.

Per affrontare un viaggio del genere bisogna avere coraggio.

Bisogna avere talento, certo, ma è anche necessario possedere una tenacia incrollabile e una grande, infinita pazienza, sia che si tratti di affrontare un racconto di una manciata di pagine, sia che si stia incominciando un romanzo. Percorsi più o meno brevi, un uguale mistero. E poi, poi ci sono le poesie.

Credetemi, scrivere versi vuol dire inoltrarsi in un territorio ancor più misterioso, imboccare un sentiero lungo il quale ogni passo, davvero ogni passo, si rivelerà decisivo, e ogni errore sarà grossolano, del tutto evidente e purtroppo imperdonabile.

Intraprendere un viaggio del genere significa esporsi a un rischio maggiore, e – lasciatemelo dire – muoversi, senza una mappa, senza una bussola, nell’oscurità. Wislawa Szymborska, una delle viaggiatrici più grandi che mai si siano inoltrate in quel territorio, diceva: “I poeti, quando sono genuini, devono continuare a ripetersi Non lo so”. È così, aveva ragione. Sono davvero pochi, pochissimi, quelli che sono in grado di farlo. Affrontare quel viaggio, intendo dire.

Per questo, ogni volta che mi capita di leggere le poesie di chi è riuscito a percorrere tutto il sentiero senza cadere o fermarsi o arrendersi alla stanchezza, uscendo alla fine dal bosco, nella piena luce, sano e salvo, provo una sensazione che non esito a definire di gratitudine e meraviglia, la stessa che ho provato leggendo le poesie di Elena Bonassi. Gratitudine e meraviglia per la nudità luminosa delle parole, la loro assoluta ed evidente necessità, la loro perfetta misura, il loro calore. Nessuna retorica, nessuna astrazione, manierismo o velleità.

Camminare sul filo: ecco un’altra immagine che può funzionare. Un poeta cammina sul filo, lassù, come se stesse

attraversando una strada qualunque, senza alcuna apparente difficoltà, e, almeno ai nostri occhi, senza alcuna paura. Con leggerezza, quando ciascun movimento è decisivo e basterebbe una piccola distrazione, un solo istante, un passo falso, per precipitare nel vuoto.

Ecco, Elena Bonassi cammina sul filo, e noi restiamo lì, piantati a terra ma col naso per aria, a guardarglielo fare. Sentite:

“Ci lasceremo/domani/Il viaggio è finito/e andremo ciascuno/per la sua strada/Mio Dio/che cosa dirò?/che importa?/Tu lo sai già”.

Capite quello che intendo? Cos’altro dovremmo aspettarci, di cos’altro potremmo avere bisogno davvero? Quel che serve, dal mio punto di vista, è tutto raccolto in pochissimi versi: una storia intera, un’esperienza privata eppure comune, condivisibile. Un viaggio, appunto.

Ogni sua poesia è quel viaggio misterioso e complesso intrapreso di nuovo, affrontato ancora e ancora senza una mappa e camminando nel buio, eppure perfettamente riuscito. Dal buio alla luce, è questo il segreto.

Se il punto di partenza è ciò che diceva Wislawa Szymborska – non lo so, non lo so, non lo so – Elena Bonassi ha trovato la sua risposta e ha saputo fare in modo che diventasse la nostra. Tutto questo è sempre un regalo, e come tale va accolto: con gratitudine e con meraviglia, nell’attesa che il viaggiatore, presto o tardi, parta di nuovo, muova un altro passo sul filo, ci faccia un altro regalo.

Elena Varvello

Autrice

Elena Bonassi

Elena Bonassi, neuropsichiatra infantile e psicoanalista, vive e lavora a Torino. Quale docente universitaria è autrice di numerose pubblicazioni scientifiche. Di recente ha iniziato a scrivere poesie, premiate in svariati concorsi fra i quali il Premio Letterario Città di Galbiate 2002, il Concorso Fondazione Carlo Levi di Torino 2003, il Premio naz. di Poesia Antica Badia di San Savino 2004, Il Premio Europclub di Arte Estemporanea 2012. Alcuni suoi componimenti sono inseriti nelle antologie: Navigando nelle parole (Il filo 2003), Sarebbebello (Cartman 2009), Calendario (Cartman 2010). Alcuni racconti sono pubblicati nelle antologie Turin Tales (Lineadaria 2009), Italiane (Lineadaria 2010) e La luna storta (WLM 2013). Nugae (WLM 2013) è la sua prima monografia poetica.

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