L’AMORE, NATURALMENTE!

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Poesia

 

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EAN: 9788890259661 COD: 491 Categoria: Tag:

Descrizione

Poesia. Dopo anni tormentati, passati a celare con cura i propri stati d’animo, il Pola è riuscito a maturare una consapevolezza di sé, dei propri desideri, imparando a rendere pubblico un sentimento, quello dell’amore per le persone del suo stesso sesso, che ha scoperto essere sostanzialmente identico a quello provato dalla maggioranza eterosessuale. L’affetto incondizionato nei confronti della madre, sul modello della più classica speculazione freudiana, l’ha spinto per molto tempo a trovare un equilibrio fra la voglia di esistere e il timore di perdere il suo sostegno più solido, in una società maldisposta a concedergli lo spazio necessario per vivere.

In quali danze
annodo le intenzioni,
in quali ritmi
inseguo il tuo profumo:
un lampo epidermico
risveglia l’emozione,
accenti circonflessi
parlano delle tue origini,
virgole aprono cancelli
intravisti nella nebbia.
(chiedo ancora di noi
a un immobile monumento
equestre,
mentre la piazza scintilla
una mattina appena raggomitolata)

Informazioni aggiuntive

Prezzo di copertina

€ 10,00

Pagine

104

Lingua

Italiano

Genere letterario

poesia

Anteprima

LE TUE MANI

 

Le mani accarezzano le mani

non avendo mani e mani:

mi aggrappo a questo gioco

con avida inappetenza:

la pelle si sfoglia in pelle

dove arrivano le tue mani:

mille sorprese e dita

trillanti farfalle,

mille scoperte e unghie

intinte arcobaleno:

sarà tuo quel ventaglio

ricamato in oro e perle

stretto in mano a un batticuore.

 

TU

 

In quali danze

annodo le intenzioni,

in quali ritmi

inseguo il tuo profumo:

un lampo epidermico

risveglia l’emozione,

accenti circonflessi

parlano delle tue origini,

virgole aprono cancelli

intravisti nella nebbia.

(chiedo ancora di noi

a un immobile monumento equestre,

mentre la piazza scintilla

una mattina appena raggomitolata)

 

IDENTITÀ

 

La notte raccogli coltelli

(onde di lago lunghissime

lampeggiano il plenilunio):

la brughiera profuma lavanda,

tonfi lontani nel cielo spostano

l’aria alle luci artificiali:

ti intravidi specchiarti

(onde di lago tratteggiate),

ma non erano più tue le labbra

neppure le pieghe del viso,

sembravi tu quel buio

o forse l’essenza della luna.

 

ORA

a Claudio

 

Petali soffiati nel vento,

spinti da un gelido vento,

(ritrovo con me una tua immagine

in un cassetto ricolmo di noia):

vorrei sapere dove arpeggino

le tue mani levigate

dalle strette formali,

mi appoggerei ancora piano

per sentirne le pieghe vive,

ma son steli spezzati

i nostri vecchi colloqui

e non vorrei immaginare

nel vento il tuo saluto

col palmo rivolto a un soffio

non so se di vento o di noia.

 

VANITÁ

 

Sfiorino adesso la cera della candela

le tue mani nei guanti in pelle,

ne rilascino poi un cauto canto

le labbra sospese tra un dire e un fare,

ne parlino molto i tuoi occhiali

lenti sulle onde del campo fiorito:

(ti ho visto passare senza guardare

in un’altra ribellione codificabile

e nuvole striate proseguivano

la tua muta traiettoria –

non ho pronunciato il tuo nome

tenendo a mente quei libri

dove in ogni pagina specchiammo noi)

 

LUCIANA

 

Un lampo ha illuminato

improvviso e sapiente

un abbraccio di gigli

sul tavolo di cristallo

nella sala a tende pesanti.

Luciana,

ricordo ora il tuo sorriso

la voce timida e coraggiosa

di chi negli occhi porta

tante giornate di sole,

quando non volere nuvole

è la cura alla malinconia:

vorrei sapere cosa pensi

(la tua anima è qui ?)

Ora sei tu quel fiore

e mi dici: “Coraggio”

mentre cambio ancora treno.

 

PRIMAVERA

 

I tuoi alberi rifioriscono

creando uno spazio nuovo:

il giardino lampeggia

fiori e gemme:

più terso questo cielo

per chi vola senza ali:

non trovo la tua mano

tra le mie precipitose

sfumare tinte severe,

poi in una corolla vedo

la tua essenza fitta

petalo dopo petalo

profumata Primavera!

Autore

Alessandro Pola

Nato a Ovada il 25 agosto 1967, si laurea in Lettere presso l’Università di Genova. Nel 1988 pubblica la prima raccolta di poesie intitolata Frammenti di tempo. Fra il 1992 e il 1993 collabora a Novi Ligure con il gruppo Parole e cose di Gianni Caccia e Mauro Ferrari e alcune sue liriche inedite saranno inserite nella rivista Clessidra. Del 1993 è la sua prima incursione nel mondo teatrale con la scrittura del monologo Oltretutto per l’attore Jurij Ferrini e, nello stesso anno, entra a far parte della compagnia teatrale ovadese de La soffitta. Finita l’università, comincia a lavorare con le riviste letterarie Urbs, dell’Accademia Urbense, e l’Ancora. Del 1996 è il debutto come attore nell’opera Enrico V di William Sheakespeare. Nel 1998 collabora con La compagnia dello struzzo di Strevi con cui realizza Isabella, tre caravelle e un cacciaballe di Dario Fo. Nel 2001 partecipa alla scrittura del testo Favola per la compagnia genovese L’uovo del gallo. Nel 2005 torna a recitare, ma in un cortometraggio di Paolo Baschiera intitolato La madre di se stessa. La sua vera passione, però, resta la poesia e dopo l’incontro con Sandro Gros Pietro nascono le opere Legami (Genesi 1997) e Tessere blu (Genesi 1997). La vera svolta nella sua attività letteraria si compie con l’adesione al Progetto Ganimedia, che lo porta alla pubblicazione della breve raccolta Lampi, rose e dita per un ragazzo ispido (2006). Segue la raccolta poetica L’amore, naturalmente! (WLM 2008). Alcuni suoi versi, inoltre, saranno inclusi nell’antologia di poesia gay e lesbica Cuori smascherati (Ananke 2006) e Il volo di Ganimedia (WLM 2009). In più occasioni si è occupato anche di critica, con interventi incentrati sulle opere di Alessandra Boresi, Emma Caratti, Francesco D’Agosto e Roberto Vago. Attualmente vive e lavora ad Acqui Terme in provincia di Alessandria.

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