FRAMMENTI DI UN IO PERDUTO

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Poesia

 

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EAN: 9788897382003 COD: 471 Categoria: Tag:

Descrizione

Poesia. L’Io del Poeta si è “perduto” nei meandri della passione, del tradimento, della disillusione e della delusione. Serpeggia nei versi, comunque, l’ironia di chi sa sorridere dei propri guai. Fantasista multiforme, Postremo Vate in questi Frammenti di un Io perduto, cambia ritmo: versi brevi, incalzanti, lampi di sentimenti, stati d’animo, emozioni, sogni, smarrimenti raccolti in visioni immediate che colpiscono e contagiano il lettore.

Informazioni aggiuntive

Prezzo di copertina

€ 10,00

In copertina

particolare della Pietà di Andrea Varca, collezione privata.

Pagine

104

Lingua

Italiano

Genere letterario

poesia

Anteprima

DIALOGO TRA UN POETA E UN AMAN TE

POETA Ehi, ma guardi, guardi dove mette i piedi!
AMANTE Oh, mi perdoni! Chiedo scusa, signore. Stavo pensando… alla mia bella!
POETA E io stavo pensando ai miei versi! Avete interrotto la mia composizione…
AMANTE Oh, mi scusi! Mi scusi tanto! Lei è un poeta?
POETA Per l’appunto. E sto meditando sui versi che scriverò appena tornato a casa.
AMANTE Oh, che bello! E ha già scritto versi per una donna?
POETA Ci mancherebbe! E che poeta sarei, allora? In questa cartellina… ci sono tutte poesie d’amore!
AMANTE Allora, lei lo conosce bene… l’amore!
POETA Se lo conosco? Ma noi poeti ci viviamo… con l’amore!
AMANTE Senta… non mi venderebbe una sua poesia? Sa, la mia amante dice sempre che a letto sono un campione, ma che, come romantico, non valgo proprio un fico secco!
POETA Ah! Lei ha un’amante?
AMANTE Certo! Una bellissima bionda. È la moglie di un medico rammollito, che la trascura troppo, e così, provvedo io a darle un po’ di biscotto e a farle correre la cavallina come si deve.
POETA Allora… il sesso va bene!
AMANTE Bene? Benissimo! Il problema è l’esternazione dei sentimenti… Io non so essere romantico. È per questo che vorrei acquistare una sua poesia, signor Poeta.
Dirò alla mia amante che l’ho scritta io, appositamente per lei, e sono sicuro che la manderò in brodo di giuggiole!
POETA Una poesia posso anche vendergliela, ma non sarà certo comprando versi dai poeti che lei potrà diventare… un romantico. Certe cose, bisogna sentirsele dentro!
AMANTE Ma io, dentro, mi sento solo una gran voglia di scopare, e come scopatore non sono niente male. Solo che poi, quando devo dire certe parole o certe frasi…
m’impappìno, dico banalità, e allora la mia amante… si scoccia e mi manda a quel paese!
POETA Beh, una poesia che potrebbe fare al caso suo io ce l’avrei… Ma non sarebbe meglio se lei imparasse a scriversele da solo… le poesie?
AMANTE Che cosa? Ma io non l’ho mai fatto! Non saprei neanche da che parte incominciare. Come accidenti si fa?
POETA Guardi, faccia così. Da domani inizi a leggere la Vita nova di Dante, le Rime del Petrarca, i Sonetti del Foscolo, i Canti del Leopardi e l’Alcyone del D’Annunzio.
Poi, pensi tanto alla sua bella e scriva tutto quello che le passa per la testa. Quindi, venga da me, mi porti a vedere quello che ha scritto ed io glielo correggerò. Vedrà
che, nel giro di un mese, scriverà ottime poesie. Ecco, questo è il mio biglietto da visita, con il mio indirizzo, così saprà dove rintracciarmi.
AMANTE Oh, grazie! Farò senz’altro come dice lei, signor Poeta! È proprio il caso di dire che i Poeti… salveranno il mondo! Però, nel frattempo, avrei davvero bisogno di una poesia: sa, oggi, tra me e la mia amante… c’è stata un po’ di “maretta”. Me ne venderebbe una?
POETA Ma certo. Ne ho proprio una, qui, che sembra scritta apposta per lei. Si intitola Ninfa bionda. Ecco, la legga!
AMANTE Ma è bellissima! Bene, la prendo. Quanto costa?
POETA Cento euro.
AMANTE Che cosa? Cento euro per una poesia? Mi prende per un cretino? Ma siamo impazziti?
POETA Ma è frutto d’ingegno! Io mi sono spremuto le meningi per scrivere versi romantici e melodiosi come questi. Ci ho messo tempo e fatica. L’ho scritta col cuore. E non è stato facile, perché i versi mica discendono dal cielo, come la pioggia!
AMANTE Ma cento euro sono cento euro! È troppo cara! Non so che farmene. Se la riprenda.
POETA Ma… e la sua amante? E il romanticismo?
AMANTE Al diavolo la mia amante! Al diavolo il romanticismo! E al diavolo anche tutti i poeti di questa terra!
POETA Ma non siamo noi che salveremo il mondo?
AMANTE A botte da cento euro? Ma mi faccia il piacere! Si tenga la sua bella poesia… e buonanotte ai suonatori!
POETA Ecco, se n’è andato! Come volevasi dimostrare! Tutti vogliono i versi dei poeti ma nessuno li vuole pagare! Manco vivessimo d’aria! E questo sarebbe l’amore? Alla larga! Meglio restare scapoli per tutta la vita, piuttosto che essere “amati”… da amanti di questo genere!

Prefazione

Fabrizio Legger, in arte Postremo Vate, sceglie questa volta di raccogliere in un’unica silloge – ed il titolo Frammenti di un Io perduto già prefigura il contenuto – versi scritti in giorni di ansia e di dubbi, in un periodo particolare della sua vita segnato dalla delusione, dalla solitudine, dal vuoto esistenziale:

Bagliori / di sogni infranti / palpitano lievi /…; Calano ombre silenti / sul cuore affranto / dalle tempeste della vita / e la gioia si fa deserto…

Momenti che tutti, prima o poi, viviamo, momenti di crisi che, peraltro, favoriscono, attraverso profonde riflessioni, la rinascita:

Rinascere alla vita / significa sempre risorgere / dai gorghi più torbidi / del nostro passato.

Fantasista multiforme, Postremo Vate, in questi Frammenti di un Io perduto, cambia ritmo: versi brevi, incalzanti, lampi di sentimenti, stati d’animo, emozioni, sogni, smarrimenti raccolti in visioni immediate che colpiscono e contagiano il lettore:

…mi perdo / nell’oceano / dei tuoi occhi / come gabbiano / randagio / nel torrido grecale.

I temi sono quelli di sempre, di ogni poeta, di ogni uomo/ donna di qualsiasi epoca: l’amore, l’amore-passione,

l’amore-estasi, l’amore passato, vissuto, tradito; la vita, con il suo alternarsi di fatica e speranza, di disperazione e rinascita, la lotta continua tra la tensione ideale e la cruda realtà quotidiana; la libertà, cercata, sperata, bramata; la malinconia, compagna e complice di ogni anima poetica; e, infine, i ricordi, perché tutto nella vita si fa struggente ricordo.

L’Io del Poeta si è “perduto” nei meandri della passione, del tradimento, della disillusione e della delusione; ha abbandonato gli ideali, sempre più lontani e irraggiungibili, e rasentato la disperazione… ma, grazie ancora all’amore, dall’abisso risorge, si deframmenta e ricompone. L’amore sensuale si spiritualizza, nel silenzio della profondità dell’anima ritrova la pace quello spirito irrequieto che è proprio di Postremo Vate:

soltanto nel profondo / della mia anima / riesco a trovare risposte / che odorano di Assoluto.

Serpeggia tra i versi, comunque, l’ironia di chi sa sorridere dei propri guai, ironia che già indica il superamento dell’angoscia e di quell’indefinito malessere che può condurre alla depressione:

la luna / dell’ironia / sorride / sorniona / al patetismo / del cuore…

E di ironia sono intessuti anche i tre dialoghi che intercalano il declinare dei versi: un’alternanza tra i versi e la prosa dialogica che ultimamente Postremo Vate utilizza con una certa frequenza.

Tre dialoghi lievemente amari (tra un poeta e un amante, un poeta e un mercante, un poeta e un diavolo) sul destino della poesia e sulla figura del poeta nel mondo contemporaneo…

Ma è un’amarezza che si trasforma in amore, perché Postremo Vate “ama” intensamente la poesia, come ben

dimostra questo volume di versi.

Stilisticamente, la parola segue convulsa l’accavallarsi dei pensieri: Postremo Vate intreccia metafora e realtà, moltiplica vocaboli e sinonimi per rendere più efficaci i moti del cuore, il tumultuare dei sentimenti; mi pare importante sottolineare la sua ricchezza lessicale, la sua assoluta capacità di cercare e di usare il termine giusto, il vocabolo appropriato… perché Postremo Vate non si limita a scrivere: egli legge, legge, e poi ancora legge, e annota e sottolinea e fa suo, assaporando e rielaborando il tutto con stile e lessico personali.

Liliana Rasetti

Autore

Postremo Vate

Fabrizio Legger, in arte Postremo Vate (Ultimo poeta) è nato a Pinerolo (TO) il 06/04/1964. Laureato in Lettere Moderne, pubblicista, è redattore delle pagine di cultura e politica estera del settimanale pinerolese Il Monviso, è stato articolista per il settimanale leccese Voci del Sud nonché direttore della rivista politica Comunitarismo di Roma. Appassionato di arte ha esposto le sue opere di Mail Art  in numerose città italiane ed estere. Postremo Vate è autore di numerose opere in versi e prosa: Diario di un poeta (Filiberto Fioretti Editore 1992), Poesie Cristiane (AGV Torino 1995), Le Valli Incantate (Alzani 1997), Le Terre Fantastiche (Alzani 1998), Canti della mia anima e della mia terra (Alzani 1999), Echi di guerre lontane (Noctua 2000), Le guerre incredibili (Noctua 2004), La Libertà tradita. Satire e Misogallo nell’ultimo Alfieri (Noctua 2004), Il volo delle chimere (Edizioni Nuovi Poeti 2005), Future Apocalissi (Elena Morea Editore 2005), Future Apocalissi (Edizioni Nuovi Poeti 2008), Nel gorgo dell’abisso (Edizioni Nuovi Poeti 2008), Palpiti d’Eros (Arduino Sacco 2008), All’ombra del Parnaso (Edizioni Nuovi Poeti 2009), Figlie di Muse minori (GDS 2009), La mongolfiera lunatica e altri poemetti (Neos 2010), Grido di rivolta (Hogwords 2010), Lo scudiscio di Apollo (Noctua 2010), Dialoghi Fantastici (GDS 2010), Frammenti di un Io perduto (WLM 2011).

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