Disponibilità: spedito normalmente in 1/2 giorni lavorativi
"Riguardai le date sulla scatola: Mio padre era rimasto un solo anno a San Francisco. Io dieci. Quando mi ci ero trasferito, lui la chiamava l'Isola che non c'è. Era certo che sarei tornato indietro con la coda tra le gambe, proprio come lui. Che mi ci fossi fermato così a lungo solo per dimostrargli che aveva torto? Standomene lì, in piedi, circondato dalla somma della sua esistenza (le cianfrusaglie domestiche, gli scatoloni ordinati, la causa persa) sembrava una possibilità reale. Se così stavano le cose, allora probabilmente avevo vinto. Avevo tenuto duro. Lui non c'era più, e io ero Peter Pan."
Dopo lo strepitoso "Il mondo dei ragazzi normali", romanzo di formazione che lo ha affermato come una delle più originali voci della scena letteraria gay americana, Soehnlein torna con un'opera potente, ambiziosa e complessa. "Potrai dire che mi conoscevi" esplora il tormentato panorama del rapporto padre-figlio, tra rischi del contatto e impossibilità di vivere senza.
Il giovane squattrinato Jamie Gardner vive giornate trasandate a San Francisco nell'era del boom di internet, senza mai progredire nella sua carriera di produttore radiofonico. Almeno fino a quando non riceve la telefonata che ha sempre temuto: Teddy, il padre che non l'ha mai accettato, è morto e per il figliol prodigo è ora di tornare a casa, alle grigie distese di asfalto, case e capannoni del New Jersey e alla famiglia fredda e anaffettiva da cui era fuggito anni prima. Intrappolato tra il senso di colpa che vorrebbe superare e il dolore che non riesce a manifestare, Jamie trova consolazione in una scatola di ricordi paterni trovata in soffitta, con l'etichetta <<1960>> appiccicata sopra, tra cui foto e lettere di un amico del padre, Dean Foster, partito un giorno in cerca del successo. Per Jamie sarà l'inizio di una nuova vita, tra i carteggi emozionanti e dolorosi e la riscoperta di scrittori e artisti straordinari della beat generation.